601c. Madonna del Pettoruto - Piano di Lanzo


Punti di interesse

Santuario della Madonna del Pettoruto, Castello della Rocca, Crinale delle "Due Dita", Il Campo.

Dati Tecnici

Difficoltà: E
Dislivello: 1696 m in salita, 896 m in discesa

Lunghezza: 19,14 km
Tempo solo andata: 8,50 h
Quota partenza: 560 m
Quota arrivo: 1360 m

Quota minima raggiunta: 344 m
Quota massima raggiunta: 1616 m

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Comuni

San Sosti, San Donato di Ninea.


Località di partenza

Santuario Madonna del Pettoruto, San Sosti.


Condizioni del sentiero e Segnaletica

Segnali a bande bianche e rosse del C.A.I.


Acqua potabile

Rifornirsi a San Sosti. Lungo il percorso Fontana a Casiglia e Fontana Frida.


Percorso

Dal Santuario di Madonna del Pettoruto si scende verso il paese di San Sosti e giunti sul viale principale (SP 263) percorrerlo verso sinistra, fino all’altezza di Via Vetturio che si stacca sulla sinistra. Subito dopo vi è uno spiazzo rialzato (riconoscibile per una statua di Padre Pio) dove bisogna imboccare la strada a sinistra in forte pendenza per abbandonarla, dopo 600 m (in località Miccarello), curvando a sinistra sulla strada selciata che porta al Castello della Rocca. Se si vuole evitare il primo tratto di sentiero, che si snoda esclusivamente su percorsi cittadini (4,5 km totali), si può parcheggiare qui in località Miccarello (lasciare l’auto nel piccolo spiazzo all'interno della curva verso destra).

Cento metri prima del Castello della Rocca abbandonare il selciato ed impegnare il sentiero sulla destra prima di un grande masso (se si vuole visitare il Castello proseguire in discesa, per altri centro metri, fino alla fine del selciato).

Il sentiero, un’antica mulattiera per la transumanza, si snoda a mezzacosta lungo il versante occidentale del crinale regalando splendide vedute sulla valle del Fiume Rosa, passa sotto le caratteristiche guglie delle “Due Dita” e giunge al Piano di Casiglia, un’ampia radura dove si passa prima da un abbeveratoio, poi da un laghetto artificiale e infine da un vecchio rifugio in legno distrutto. Poco oltre il rifugio abbandonato ci si può rifornire d’acqua alla fonte Casiglia.

Dalla fonte, continuare sulla strada sterrata per circa 300 m circa, fino alla altezza di un bivio. Qui bisogna lasciare lo sterrato e inoltrarsi nel bosco di lecci verso sinistra (località Olivella), camminando inizialmente lungo la rete di recinzione fino a ad intersecare la stradina sterrata che confluisce nel Vallone della Zoppatura. (Da una radura che si apre sulla sinistra della strada di Vallone Zoppatura parte il bel percorso in libera per la Pietra dell’Angioletto).

Proseguendo vicino il vallone, dopo una forte salita, si arriva ad un primo pianoro antistante il Piano del Campo, poi, avanzando sulla destra e inoltrandosi lungo il fosso, si esce al Campo. Tenendosi sulla destra si attraversa in diagonale il grande piano fino a raggiungere un bivio – siamo al waypoint "Coste della Mula" (da qui salendo verso sinistra si arriva su La Mula). Noi invece al waypoint andremo verso destra seguendo l’ampia strada sterrata in discesa, che dopo circa 2,5 km, dopo un tornante a destra e subito un bivio dove tenere la sinistra, giunge a Fontana Frida.

Dalla fontana, osservando attentamente i segnali bianco/rossi sugli alberi, si percorre l’ultimo tratto di sentiero quasi completamente nel bosco che arriva dopo 3,5 km al Piano di Lanzo.